domenica 2 ottobre 2011

Purpleskin

In questo post voglio dare spazio ad una ragazza che si fa chiamare Purpleskin e che secondo me ha molto talento per la scrittura, la ringrazio per avermi dato il permesso di pubblicare questa che è una descrizione di se stessa. Mi raccomando visitate numerosi il suo "space" perchè ne vale veramente la pena.

( http://purpl3skin.spaces.live.com/ )


"Tutti abbiamo una storia. La mia è stata bella fino a quando avevo quindici anni non ancora compiuti. Dopodichè Dio ci ha messo lo zampino. Una prova, la chiamano quelli che vanno in chiesa. Per me è solo la vita. Anche se dire solo sembra un po' scontato che ci sia. La vita, intendo. Ho imparato ad essere un empirista, direbbe la mia professoressa di filosofia. Prendo quello che mi viene dato. La speranza, non credo che serva a molto, se non hai le palle per realizzare i tuoi desideri. Io ci sono. Esisto. Questo l'ho capito. Nessun libro o Bibbia o Santo potrà vivere al posto mio e dirmi cosa è giusto e cosa sbagliato. Libero arbitrio, no? E io me lo sono preso tutto, dall'inizio alla fine. Che libero arbitrio è, se non si può pensare con la propria di testa? Se non si può sentire con la propria anima e amare con il proprio cuore? Un imbroglio. Ecco cos'è. Una croce che ci inchioda al legno dell'obbligo e del dovere. Essere umani. Quello che possiamo e non possiamo fare dovremo lasciarlo decidere a questo: essere umani. Chi è umano, non uccide. Non ruba. Non desidera altra persona, se non chi ha già vicino. Ma l'obbligo ci toglie la libertà di essere umani. Uscite dalle chiese e siate umani. Pregate voi stessi e non qualcun'altro. Sono cambiata, oh, sì. Sono un alieno che vive. Un umano diverso. Sono umana, diversa e vivo. Ho l'anima sulla pelle e la sbatto in faccia con parole che gridano vita. So che il mondo è abitato da persone. Io sono una persona. Perciò tratto i miei simili come me stessa, perchè non ho nulla di superiore a loro. Dico a tutti la stessa verità che mi racconto essere vera. E nessuno potrà mai dire di aver sofferto a causa mia. Perchè, allora, anch'io avrò sofferto con lui."

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